Basta dialogo!


Travaglio: Adesso, per favore, basta dialogo

di Marco Travaglio, voglioscendere.ilcannocchiale.it

Alla fine, buon ultimo, con una quindicina d’anni di ritardo, è arrivato anche il Corriere della sera. Il giornale vicediretto da Pigi Battista, che ancora giovedì sera ad Annozero
domandava allibito: “Siamo forse un paese a sovranità limitata?”. Gli
ha risposto Antonio Tabucchi, che vivendo tra Parigi e Lisbona riesce a
cogliere meglio l’anomalia italiana, e ha ricordato lo spaventoso
conflitto d’interessi berlusconiano. Che non dipende soltanto dal
possesso di tv, giornali, banche, assicurazioni e tutto il resto. Ma
dal fatto che Silvio Berlusconi è incompatibile con la Costituzione.

Ieri il Corriere ha
scritto che il premier è andato “oltre ogni misura” definendo
“sovietica” la Costituzione sulla quale ha giurato. Ma l’aveva già
detto a Torino il 12 aprile 2003: solo che all’epoca tutti fecero finta
di niente. Come sempre. Come quando, tre mesi dopo, il Cavaliere iniziò
a violentare la Carta col lodo Maccanico-Schifani, proseguendo poi col
falso in bilancio, col decreto salva-Rete4 (che, come quello contra
Eluana, cancellava la sentenza del 2002 della Consulta su Rete4, ma fu
frettolosamente firmato dal capo dello Stato), con la legge Pecorella
che aboliva l’appello solo per i pm, con la devolution concepita in una
baita del Cadore, e ultimamente con il dolo Alfano, con l’ennesima
controriforma della giustizia e con la porcata sulle intercettazioni.
Una guerra quotidiana alla divisione dei poteri, cambiando le leggi a
propria immagine e somiglianza. Sono 15 anni che Berlusconi, ogni
giorno che Dio manda in terra, va “oltre ogni misura”. E se – come
scrive il Corriere – siamo a “uno dei più duri scontri
istituzionali del dopoguerra repubblicano”, dipende esclusivamente dal
fatto che solo oggi il caudillo di Arcore s’imbatte in un No chiaro e
netto del Quirinale. Le altre volte l’han sempre, o quasi, lasciato
fare. Per quieto vivere, nella speranza che fosse l’ultima volta.
Invece era sempre la penultima. Vedremo se questa sarà finalmente
l’ultima. Ma c’è da dubitarne. Nemmeno stavolta il Corriere trae dalla
svolta eversiva del premier le dovute conseguenze (quelle tratte da
Scalfari, che evoca la svolta autoritaria mussoliniana del 3 gennaio
1925) e torna a indossare i panni del pompiere: “auspica” una
“ricucitura”, per “ricreare un clima meno tempestoso tra Palazzo Chigi
e Quirinale” e “sanare una grave fattura tra le istituzioni”. Questa
maledetto vizio di presentare gli attacchi berlusconiani alla Giustizia
e alla Costituzione come “scontro fra poteri” non fa che il gioco di
Berlusconi. Perché qui non c’è nessuno “scontro”. Qui c’è un signore
che da 15 anni aggredisce e qualcun altro che ogni tanto, troppo
raramente, difende le istituzioni aggredite
. Berlusconi non fa cose
incostituzionali: è lui, ontologicamente, incostituzionale
.
Un’opposizione degna di questo nome avrebbe già occupato il Parlamento
in segno di protesta. E’ troppo chiedere che, almeno, la nostra
opposizione abolisca per sempre la parola “dialogo”?

(9 febbraio 2009)

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