la violenza


In disaccordo con la becera logica uniformante del rifiuto della violenza senza distinzione, così di moda in questa Italia buonista e invertebrata, vorrei ricordare che partigiani e alleati nel ’45 non hanno cacciato i tedeschi con discorsi affabili e mazzolini di mammole.
Quindi smettiamola di condannare aprioristicamente la violenza, e cominciamo a fissare quali sono i paletti oltre i quali il ricorso alla violenza diventa eticamente accettabile e necessario.

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3 commenti su “la violenza

  1. Davide ha detto:

    Uh! Ne parlavamo giusto ieri con Cateno, ricordandogli che M. non venne cacciato con banchetti di raccolta firme (l’alternativa era fargli ammettere che B. non è come M. nonostante quel che ne dica l’IdV…).

  2. jgwolf ha detto:

    Tutte le volte che ho partecipato ad una manifestazione mi sono battuto per evitare la violenza idiota, ma concordo con te che quando chi ti fronteggia non ascolta altro diventa, purtroppo, l’unico argomento… e’ tristissimo, ma e’ cosi’. Poi si deve distinguere tra chi sfascia la vetrina di un negozio e chi invece affronta le forze dell’ordine che vengono schierate a difesa di un palazzo di cialtroni ignoranti…

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