Accertamento fiscale!!!


Oggi ho ricevuto, non senza una certa preoccupazione, una raccomandata A/R dell’Agenzia delle Entrate, contenente un rilievo a mio carico.

Lo Stato ha impiegato uomini e mezzi per fare un accertamento fiscale sui miei redditi (ed è la seconda volta) e ha trovato una irregolarità nei miei redditi 2010, tale da farmi una multa di 84 euro, che con interessi è già nata ragazza: 115 euro.

Ho portato la nota al mio consulente, che provvederà (immagino, come la volta scorsa, un decennio fa) a produrre la documentazione liberatoria.

Ma il vero giramento di coglioni è il pensiero che (per i lettori che non lo sapessero) io vivo di stipendio e ho la casa di proprietà. Nessun altro reddito. Le mie tasse vengono prelevate dalla busta paga (infatti sono sempre a credito, perchè prendono più di quel che dovrebbero).

Pertanto, l’accertamento a mio carico può riguardare soltanto la detraibilità delle spese sanitarie o le tasse scolastiche dei miei figli.

Ora, vi pare che lo Stato debba impiegare uomini e mezzi per dare la caccia alle mie spese sanitarie?

Non c’è nulla di meglio e più efficace per le finanze italiane? Con i telegiornali che corrono?

Un vaffanculo mi sembra poco…

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8 commenti su “Accertamento fiscale!!!

  1. jgwolf ha detto:

    ma guarda… un simpatico vaffanculo lo aggiungo pure io… mi aspetterei una maggiore attenzione verso chi fa scomparire enormi capitali, ma in questo sciagurato Paese si continua a bastonare solo i poveri cristi…

  2. Riflessioni Urbane ha detto:

    Io, da libero professionista, non mi accontento del semplice “vaffanculo” da un bel pò di tempo.
    Questo è un paese che va avanti soprattutto grazie alle ritenute alla fonte dei lavoratori dipendenti ma anche alla pressione fiscale nei confronti delle piccole aziende che in taluni casi (come avviene presso l’azienda dove presto la mia opera di consulenza) raggiunge il 53%
    Stiamo veramente ai tempi del Feudalesimo, forse anche peggio, visto che al posto dei nobili sfruttatori è subentrato lo Stato.

    • fausto ha detto:

      Guardiamo meglio: i nobili sfruttatori ci sono ancora. Ci pensavo stamattina, camminando in città per andare al lavoro: che ci fa un veicolo militare – un hummer – sui marciapiedi? Poi ci ho pensato un po, e ho capito: sarebbe stato davvero poco pratico servirsi di dieci fiat panda per smaltire la stessa quantità di imponibile aziendale eluso al fisco. Tutto quadra alla perfezione, incluso il mio treno senza portiere.

  3. Nello ha detto:

    su questo non concordo Fausto: i probemi da te rappresentati sono due, ovvero il divieto di parcheggio a cazzo di cane e l’evasione fiscale, ma tu invece che richiedere a viva voce (e con tanto di diritto) il rispetto di queste violazioni di legge, propugni una ingerenza (per me inaccettabile) nel diritto di scelta del veicolo, e perchè mai il fuoristrada no e la coupè si? anche una biposto da 300 all’ora è un veicolo “stupido”, e sicuri che sia necessaria una station wagon da 2 tonnellate per andare al teatro? e potremmo continuare con altri esempi. La mia idea è semplice: ognuno paghi le tasse e non parcheggi sul marciapiede, e si compri con il frutto del proprio lavoro il veicolo che crede!

  4. fausto ha detto:

    “…La mia idea è semplice: ognuno paghi le tasse e non parcheggi sul marciapiede, e si compri con il frutto del proprio lavoro il veicolo che crede!…”.

    Questa è la Svezia! A parte le battute: lo so davvero solo io che i macchinoni e le barche a vela qui in Italia sono scaricati nelle partite iva aziendali? Perché questi signori vengono a prendermi in giro vantando queste prodezze (lo fanno davvero); e perché nel mentre un coltivatore diretto si vede negare la possibilità di recuperare l’iva sull’acquisto di un trattore? Il nostro legislatore ha dunque ritenuto che fosse corretto considerare un gippone usato per le vacanze come un mezzo di lavoro; invece il trattore e l’aratro no, quelli non vanno bene: dato che ci vai in spiaggia (sicuro), ci paghi sopra l’iva e saluti. Viva l’Italia che non è ancora morta.

  5. Giu ha detto:

    è un semplice controllo che si fa a campione visto che per ogni spesa che porti in detrazione ne scrivi l’importo autocertificandone la correttezza ma concretamente l’agenzia non vede alcun allegato quando presenti la denuncia, se l’agenzia delle entrate ti estrae devi semplicemente portare le spese e far vedere che l’importo è corretto, basta e tutto li se hai dichiarato il vero non devi temere nulla e semplice routine

    • Nello ha detto:

      capisco che è routine, ma ribadisco: con l’evasione fiscale italica, ti pare che lo Stato debba impiegare tempo e denaro ad accertare la mia ricevuta del dentista???

  6. Gracelyn ha detto:

    Wow, this is in every reecpst what I needed to know.

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