Poche parole


Scrivo poco perchè non ho nulla da scrivere.
Mi sono stancato degli Italiani, delle loro teste di cazzo e di quelle di chi li governa.
Siamo un popolo di merda, tra i peggiori che una civiltà (?) possa esprimere.
Sono stanco di tutto e non scrivo nulla.
Lo schifo mi sovrasta.
Mi faccio i cazzi miei.
Arrangiatevi.

Terremoto in Abruzzo


Sono geologo e coordinatore di protezione civile, a parte le 2 lauree
ho dedicato 12 anni della mia vita alla gestione delle emergenze, e non
lo dico per puerile vanto ma per significare che su questi temi ho
competenze specifiche.
Non lasciatevi ingannare ancora una volta,
quella di Giuliani è una vera bufala, messa sui media per dirottare
l’attenzione (ancora una volta) dal problema vero: il pessimo lavoro di
progettisti e costruttori, che per arricchirsi hanno lavorato male
costruendo edifici che dovevano solo danneggiarsi ma senza seppellire
le persone.
Le responsabilità sono chiare e hanno nomi e cognomi
noti
, ma si preferisce canalizzare la rabbia della gente su temi
evanescenti e difficilmente valutabili dal cittadino disinformato.
Combattiamo per battaglie giuste, e soprattutto facciamo informazione corretta!

VOI…


Voi,
i cristiani,
gli ebrei,
i musulmani,
i buddisti,
gli induisti,
gli scintoisti,
gli avventisti,
i testimoni di questo e di quello,
i satanisti,
i guru,
i maghi,
le streghe,
i santoni,
quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini,
quelli che cuciono la passerina alle bambine,
quelli che pregano ginocchioni,
quelli che pregano a quattro zampe,
quelli che pregano con una gamba sola,
quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra,
quelli che si segnano con la sinistra,
quelli che si votano al diavolo perché delusi da dio,
quelli che pregano per far piovere,
quelli che pregano per vincere al lotto,
quelli che pregano perché non sia aids,
quelli che si cibano del loro dio fatto a rondelle,
quelli che non pisciano mai controvento,
quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,
quelli che lapidano il capro espiatorio,
quelli che sgozzano le pecore,
quelli che sperano di sopravvivere nei loro figli,
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere,
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,
quelli che benedicono gli eserciti,
quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte:
tutti voi che non potete vivere senza un papà natale
e senza un padre castigatore,
tutti voi che non potete sopportare di non essere altro
che dei vermi di terra con un cervello,
tutti voi che vi siete fabbricati un dio perfetto e buono
tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso,
tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino,
il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi,
voi, oh, voi tutti: non rompeteci i coglioni!
Fate i vostri salamelecchi nel segreto della vostra capanna,
chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.

Basta dialogo!


Travaglio: Adesso, per favore, basta dialogo

di Marco Travaglio, voglioscendere.ilcannocchiale.it

Alla fine, buon ultimo, con una quindicina d’anni di ritardo, è arrivato anche il Corriere della sera. Il giornale vicediretto da Pigi Battista, che ancora giovedì sera ad Annozero
domandava allibito: “Siamo forse un paese a sovranità limitata?”. Gli
ha risposto Antonio Tabucchi, che vivendo tra Parigi e Lisbona riesce a
cogliere meglio l’anomalia italiana, e ha ricordato lo spaventoso
conflitto d’interessi berlusconiano. Che non dipende soltanto dal
possesso di tv, giornali, banche, assicurazioni e tutto il resto. Ma
dal fatto che Silvio Berlusconi è incompatibile con la Costituzione.

Ieri il Corriere ha
scritto che il premier è andato “oltre ogni misura” definendo
“sovietica” la Costituzione sulla quale ha giurato. Ma l’aveva già
detto a Torino il 12 aprile 2003: solo che all’epoca tutti fecero finta
di niente. Come sempre. Come quando, tre mesi dopo, il Cavaliere iniziò
a violentare la Carta col lodo Maccanico-Schifani, proseguendo poi col
falso in bilancio, col decreto salva-Rete4 (che, come quello contra
Eluana, cancellava la sentenza del 2002 della Consulta su Rete4, ma fu
frettolosamente firmato dal capo dello Stato), con la legge Pecorella
che aboliva l’appello solo per i pm, con la devolution concepita in una
baita del Cadore, e ultimamente con il dolo Alfano, con l’ennesima
controriforma della giustizia e con la porcata sulle intercettazioni.
Una guerra quotidiana alla divisione dei poteri, cambiando le leggi a
propria immagine e somiglianza. Sono 15 anni che Berlusconi, ogni
giorno che Dio manda in terra, va “oltre ogni misura”. E se – come
scrive il Corriere – siamo a “uno dei più duri scontri
istituzionali del dopoguerra repubblicano”, dipende esclusivamente dal
fatto che solo oggi il caudillo di Arcore s’imbatte in un No chiaro e
netto del Quirinale. Le altre volte l’han sempre, o quasi, lasciato
fare. Per quieto vivere, nella speranza che fosse l’ultima volta.
Invece era sempre la penultima. Vedremo se questa sarà finalmente
l’ultima. Ma c’è da dubitarne. Nemmeno stavolta il Corriere trae dalla
svolta eversiva del premier le dovute conseguenze (quelle tratte da
Scalfari, che evoca la svolta autoritaria mussoliniana del 3 gennaio
1925) e torna a indossare i panni del pompiere: “auspica” una
“ricucitura”, per “ricreare un clima meno tempestoso tra Palazzo Chigi
e Quirinale” e “sanare una grave fattura tra le istituzioni”. Questa
maledetto vizio di presentare gli attacchi berlusconiani alla Giustizia
e alla Costituzione come “scontro fra poteri” non fa che il gioco di
Berlusconi. Perché qui non c’è nessuno “scontro”. Qui c’è un signore
che da 15 anni aggredisce e qualcun altro che ogni tanto, troppo
raramente, difende le istituzioni aggredite
. Berlusconi non fa cose
incostituzionali: è lui, ontologicamente, incostituzionale
.
Un’opposizione degna di questo nome avrebbe già occupato il Parlamento
in segno di protesta. E’ troppo chiedere che, almeno, la nostra
opposizione abolisca per sempre la parola “dialogo”?

(9 febbraio 2009)

Tempus fugit…


Oggi il mio figlio primogenito ha compiuto 18 anni.
Mi fa una certa impressione, e penso che forse è attraverso una sequenza di queste impressioni, che si invecchia.

Natale


A natale siamo tutti più buoni? Che minchiata…
C’è un aspetto religioso e uno di tradizione.
Sul primo, essendo ateo, ovviamente non dico nulla; bene per chi ci crede, a me della sacralità dell’evento non me ne frega proprio nulla (e fra l’altro è pure storicamente un falso).
Sul secondo aspetto, noto che la degenerazione sociale è sempre maggiore.
Il natale è il trionfo dell’ipocrisia, della ritualità, del consumismo.
C’è di buono che è l’occasione per farsi qualche giorno di svago, ma per il resto non vedo l’ora che tutto questo sia passato.
Nell’attesa del 6 gennaio, sto rigorosamente a TV spenta, e noto con disgusto che per le strade tutti si baciano e abbracciano, anche coloro che si pugnalerebbero alla schiena.
Che pena, che schifo…